Strumento didattico · prototipo in test

La storia esce dal libro e si muove sul banco.

Storyboard Magnetico: lo scenario narrativo che trasforma la lettura in un'esperienza da raccontare.

Dopo un capitolo, un episodio o un canto della Divina Commedia, gli alunni preparano l'ambientazione, collocano i personaggi e ricostruiscono gli eventi. Le figure di cartoncino si muovono grazie a una calamita nascosta sotto il piano: chi racconta guida la scena, chi guarda segue la storia. Nato come complemento ai libri semplificati NextAbility, si usa con tutta la classe.

  • Si usa con tutta la classe
  • Struttura riutilizzabile, personaggi per ogni libro
  • Primo kit: Inferno
Illustrazione dello Storyboard Magnetico Un teatrino da tavolo con un piano di scena rialzato. Sopra il piano, un personaggio di cartoncino su una piccola base magnetica accanto a un albero. Sotto il piano, nascosta dal bordo frontale, una mano muove un cilindro magnetico: il personaggio in superficie lo segue.
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canti nel primo kit, dedicato all'Inferno: dalla selva a Lucifero.

Cos'è

Uno scenario narrativo su cui i ragazzi ricostruiscono una storia con le mani, prima ancora che con le parole.

Lo Storyboard Magnetico è un piano di scena da tavolo. Sopra ci sono personaggi e ambientazioni di cartoncino stampato; sotto, nascosta dal bordo frontale, la mano di chi muove un piccolo cilindro magnetico. Il personaggio in superficie lo segue, e la scena sembra muoversi da sola.

Non è un gioco in più da tenere nell'armadio, ma un pezzo del percorso di lettura. Dopo un canto della Divina Commedia adattata, un episodio dell'Iliade o un capitolo qualsiasi, la classe predispone l'ambientazione, colloca i personaggi e rimette in fila gli eventi principali. Poi racconta, con parole proprie. La verifica delle conoscenze diventa un'attività coinvolgente, e inclusiva.

L'idea riprende il "teatrino" di ispirazione montessoriana che il maestro Marco Moschini usa da anni in classe. NextAbility lo trasforma in uno strumento producibile, replicabile e personalizzabile per ogni libro della collana.

Come funziona

Quattro passaggi, sempre gli stessi. Cambia solo la storia.

La sequenza è pensata per essere ripetuta a ogni lettura, finché diventa un'abitudine di classe: si legge, si costruisce la scena, si racconta muovendo le figure, e se si vuole si porta il risultato sul digitale.

  1. Leggi

    Un capitolo, un episodio, un canto. La lettura resta il punto di partenza: con il libro semplificato NextAbility o con il testo che la classe sta già seguendo.

  2. Prepara la scena

    Si scelgono le ambientazioni — il bosco, la porta dell'Inferno, il fiume Acheronte — e si posizionano sul piano. Ogni elemento è un cartoncino stampato fronte-retro montato su una piccola base magnetica.

  3. Muovi e racconta

    Chi racconta muove i cilindri sotto il piano; i personaggi seguono in superficie. Il racconto nasce dal movimento: che cosa succede prima, che cosa dopo, e perché.

  4. Porta la storia sul digitale

    La stessa sequenza può diventare un fumetto, uno storyboard o una presentazione multimediale. Dal manipolare al comporre, senza cambiare storia: un ponte tra attività manuali e competenze digitali.

Sezione laterale dello storyboard Vista in sezione: un piano di scena rigido sollevato di 19 centimetri dal tavolo, profondo 30 centimetri. Sopra il piano un personaggio su base magnetica; sotto, un cilindro magnetico tenuto in mano. Due dischi al neodimio si attraggono attraverso il piano. Sul lato del pubblico un bordo frontale di 19 centimetri nasconde la mano. I numeri da 1 a 5 rimandano alla legenda accanto al disegno. tavolo pubblico chi muove 19 cm 30 cm 19 cm 1 2 3 4 5
Schema in sezione dello Storyboard Magnetico, spiegato dalla legenda numerata.

Il trucco è tutto sotto il piano

  1. Personaggio di cartoncino stampato fronte-retro, montato su una piccola base cilindrica con un magnete.
  2. Piano di scena rigido e sollevato dal tavolo: cartoncino leggero, con l'ambientazione stampata.
  3. Due dischi con una piccola calamita al neodimio (5 mm di diametro, 2 mm di spessore) si attraggono attraverso il piano.
  4. Cilindro inferiore mosso direttamente con la mano, da dietro. Il personaggio in superficie lo segue.
  5. Bordo frontale che scende fino al tavolo e nasconde le mani al pubblico: da davanti, la scena si muove da sola.

Niente bacchette. I cilindri sotto il piano si muovono con le dita, non con un'asticella: è più semplice da controllare ed è più accessibile anche per chi ha difficoltà di coordinazione. Per questo il piano sta ad almeno 15 cm dal tavolo, quanto basta perché una mano ci passi comoda.

In classe

Sette modi di usarlo, dalla primaria all'italiano L2.

La struttura è aperta: cambia la storia, cambia l'obiettivo didattico, lo strumento resta lo stesso. Funziona con la classe intera, in piccolo gruppo o in coppia, senza creare un materiale a parte per gli alunni con disabilità.

  • Ricostruire la trama di un raccontoPrima, dopo, e che cosa c'è in mezzo.
  • Raccontare un episodio della Divina Commedia, dell'Iliade o di altre opereUn canto, un libro, un capitolo alla volta.
  • Lavorare sulla comprensione del testoChi c'era, dov'era, che cosa ha fatto.
  • Sostenere la produzione oraleIl movimento dà il ritmo al racconto.
  • Sviluppare il lessico e la costruzione della fraseOgni figura chiede un nome, ogni spostamento un verbo.
  • Facilitare l'apprendimento dell'italiano L2Si mostra prima, si nomina dopo.
  • Attività cooperative e peer tutoringUno muove, uno racconta, uno controlla sul libro.

Un esempio: Inferno, canto 1

AmbientazioneIl bosco, la collina e la porta dell'Inferno
PersonaggiDante, la lonza, il leone, la lupa, Virgilio.
«Cosa fa Dante nel primo Canto dell'Inferno?»

Chi racconta muove Dante verso la collina, fa comparire le tre fiere una alla volta e lo fa indietreggiare; poi arriva Virgilio. Alla fine, la stessa sequenza può diventare quattro vignette su carta o sul tablet.

Dal banco allo schermo, e ritorno

Dopo aver costruito e raccontato la storia sullo scenario, gli studenti possono trasferire la stessa sequenza in un ambiente digitale — un fumetto, uno storyboard, una presentazione — o partire dal digitale per tornare alle figure. Lo Storyboard è un ponte tra attività manipolative e competenze digitali, non un'alternativa.

Fondamenti

Uno strumento per tutta la classe, non un sussidio a parte.

Lo Storyboard Magnetico segue le finalità dell'Universal Design e i principi dell'Universal Design for Instruction e dell'Universal Design for Learning: si progetta una volta per tutti, invece di adattare dopo per qualcuno. Grazie alla sua immediatezza si usa con l'intera classe, senza strumenti separati per gli alunni con disabilità.

  • Universal Design

    Progettare per tutti, dall'inizio

    Prodotti, ambienti e servizi utilizzabili da tutte le persone, a prescindere da abilità, età o condizioni fisiche, senza adattamenti speciali. L'approccio è stato fondato dall'architetto Ronald L. Mace nel 1985.

  • Universal Design for Instruction

    Gli stessi principi, applicati all'insegnamento

    Sviluppato all'Università del Connecticut da Joan M. McGuire, Sally S. Scott e Stan F. Shaw intorno agli anni Duemila: porta l'Universal Design dentro il modo in cui si progettano le lezioni.

  • Universal Design for Learning

    Molteplici forme di rappresentazione, azione ed espressione, motivazione

    I tre principi dell'UDL, con le Linee guida 2.0 del CAST (Center for Applied Special Technology). Lo Storyboard li mette in pratica: si vede, si tocca, si racconta.

«La semplificazione dei contenuti non comporta una semplificazione delle esperienze di apprendimento: tutti gli studenti sono chiamati a comprendere, ricostruire e raccontare una storia, ciascuno secondo le proprie possibilità.»

Le ricerche sullo storytelling mostrano che costruire e raccontare storie favorisce la motivazione, la partecipazione, la comprensione profonda dei contenuti e la capacità di organizzare le informazioni in modo significativo. Lo Storyboard si appoggia su principi consolidati della didattica inclusiva:

  • apprendimento attraverso la narrazione
  • coinvolgimento attivo dell'alunno
  • manipolazione concreta dei materiali
  • apprendimento multimodale
  • valorizzazione delle diverse modalità espressive
Un format, infinite storie

Una struttura sola. Un kit di personaggi per ogni libro.

La parte che costa — piano, alzate, cilindri magnetici — si compra una volta e si riusa con ogni titolo. Quello che cambia sono personaggi, ambientazioni e oggetti narrativi, progettati per ciascuna opera: cartoncino stampato, fustellato e colorato fronte-retro. È il principale punto di forza commerciale del progetto: l'editore non vende un singolo gioco, ma un format che accompagna l'intera collana e cresce con lei.

  • Primo kit

    Divina Commedia

    Si parte dall'Inferno adattato, con dieci canti scelti: personaggi e ambientazioni sono già definiti canto per canto.

    Inferno · in sviluppoPurgatorio e Paradiso a seguire
  • Possibile kit successivo

    Iliade

    Il campo acheo, le mura di Troia, i duelli: scene con molti personaggi e schieramenti chiari.

  • Possibile kit successivo

    Miti greci

    Storie brevi e autoconclusive, ideali per iniziare: un mito, una scena, un racconto.

Al lancio

Un kit unico e completo

Struttura dello storyboard, cilindri magnetici e i personaggi e le ambientazioni dell'Inferno in un'unica confezione: si apre, si monta, si usa.

In seguito

Kit base più scatoline per titolo

Chi ha già la struttura compra solo la scatolina dei personaggi del nuovo volume. Ogni titolo della collana diventa un nuovo scenario da esplorare, ricostruire e raccontare, con lo stesso piano e gli stessi cilindri.

Il primo kit

Inferno, canto per canto.

Dieci canti scelti dal volume adattato, con i personaggi e le ambientazioni che servono a ricostruire ogni episodio. Dante e Virgilio compaiono in tutti i canti: nel kit sono un solo pezzo ciascuno. Alcuni elementi sono orizzontali, cioè si stendono sul piano come un fiume o un prato.

Contenuto del kit Inferno

Foto in arrivo — dieci canti, con personaggi e ambientazioni per ciascuno.

Per scuole, insegnanti e famiglie

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