Agnès Picot — Redazione NextAbilityAggiornato:

Il Purgatorio semplificato: struttura, personaggi e come raccontarlo in classe

Il Purgatorio di Dante semplificato: struttura in sette cornici, personaggi chiave, canti da scegliere e come usare il testo in classe con DSA e BES.

Divina CommediaPurgatoriotesti semplificati
Illustrazione: Il Purgatorio semplificato: struttura, personaggi e come raccontarlo in classe

In sintesi

  • Il Purgatorio e la cantica piu adatta alla classe inclusiva: parla di cambiamento e di un cammino a tappe.
  • La struttura a sette cornici si mappa su un’unica immagine, accessibile anche con disabilita intellettiva.
  • Dieci canti bastano per raccontare la salita, ciascuno con un luogo, personaggi e un’emozione.
  • Il confronto Inferno-Purgatorio in tabella aiuta tutti gli studenti a fissare le differenze.

Quasi tutte le classi, dopo l’Inferno, si fermano. L’Inferno ha i mostri, il buio, le pene, Ugolino: si spiega da solo. Il Purgatorio sembra più difficile, meno spettacolare, e finisce spesso in due lezioni riassuntive prima di passare oltre. È un peccato, perché la seconda cantica è la più umana delle tre, e la più adatta a una classe inclusiva: parla di persone che sbagliano e possono cambiare, di un cammino che si fa un passo alla volta, di amici che si ritrovano, di un maestro che a un certo punto lascia andare il suo allievo. È, letteralmente, la storia di chi sale.

Questa guida racconta il Purgatorio in modo semplice: perché è la cantica giusta per una classe con DSA, BES e disabilità, come è fatta la montagna, quali personaggi restano, quali canti scegliere, come portarla in classe con una sequenza didattica e con un confronto con l’Inferno che aiuta a capire entrambi. E in chiusura presentiamo il nostro Purgatorio semplificato, appena uscito.

Perché il Purgatorio è la cantica giusta per una classe inclusiva

Nell’Inferno le anime sono fissate per sempre in ciò che hanno fatto. Nel Purgatorio no: sono in movimento, e il movimento è verso l’alto. Ogni cornice è una tappa, ogni tappa si conclude con un angelo che cancella una delle sette P dalla fronte di Dante, e ogni volta salire diventa più facile. È una struttura che uno studente con disabilità intellettiva capisce con il corpo prima che con le parole — si sale, si cancella, si va avanti — e che uno studente con dislessia può mappare su un’unica immagine: un monte a gradoni.

C’è anche un tema che parla agli adolescenti più di qualsiasi altro: si può cambiare. Manfredi, scomunicato, si salva con un pentimento all’ultimo momento; Pia de’ Tolomei, uccisa dal marito, chiede solo di essere ricordata; Forese Donati, che in vita litigava con Dante, lo accoglie come un amico. Nessuno è definito per sempre da ciò che ha fatto. Per una classe in cui qualcuno ha già collezionato etichette — “quello che disturba”, “quella che non capisce” — è un messaggio che vale una lezione di educazione civica. E per NextAbility è, senza forzature, il nostro tema: ogni abilità al suo prossimo passo.

La struttura in un’immagine

Il Purgatorio è una montagna altissima nell’emisfero australe, in mezzo all’oceano, agli antipodi di Gerusalemme. Si sale, e si può salire solo di giorno: di notte la montagna non si percorre.

La spiaggia e l’Antipurgatorio. Dante e Virgilio arrivano sulla spiaggia, dove Catone custodisce la montagna; Virgilio lava il viso di Dante dalla fuliggine dell’Inferno e lo cinge con un giunco. Nell’Antipurgatorio aspettano le anime che si sono pentite tardi: gli scomunicati, i pigri, i morti di morte violenta, i principi che hanno trascurato i loro doveri, nella valletta fiorita.

La porta. Un angelo con la spada incide sette P sulla fronte di Dante, una per ciascun peccato, e apre la porta con due chiavi. Da qui in poi non si torna indietro.

Le sette cornici. Ciascuna corrisponde a un peccato. In ogni cornice le anime si purificano esercitando la virtù opposta: un cammino di trasformazione, non di punizione. A ogni tappa si vedono esempi del vizio e della virtù, e si sente una preghiera.

Il Paradiso terrestre. In cima, un bosco luminoso. Matelda accompagna Dante ai due fiumi: il Lete, che cancella il ricordo dei peccati, e l’Eunoè, che rafforza il ricordo del bene. Arriva Beatrice, e Virgilio, che non può andare oltre, è già sparito. Dante piange, poi è pronto a salire alle stelle.

Un monte, quattro zone, sette gradini, due fiumi: la mappa a colori è l’organizzatore anticipato che ogni lezione dovrebbe avere alla lavagna, e la prima mappa concettuale che uno studente può costruire da solo.

I personaggi che restano

Il Purgatorio si ricorda per le persone, e ciascuna porta con sé un’emozione precisa.

Catone, il custode severo che morì per la libertà. Casella, l’amico musicista che canta una canzone di Dante e fa fermare tutte le anime ad ascoltare, finché Catone non le rimprovera: la dolcezza dell’amicizia e il richiamo al dovere. Manfredi, il re con la ferita sul sopracciglio, scomunicato e salvato dal pentimento. Belacqua, il pigro che aspetta seduto all’ombra, e che fa sorridere Dante. Pia de’ Tolomei, che in tre versi racconta di essere nata a Siena e morta in Maremma, uccisa dal marito. Sordello, che abbraccia Virgilio appena sente che è mantovano come lui, e che fa esplodere l’invettiva di Dante contro l’Italia divisa. Forese Donati, l’amico riconosciuto dalla voce tra i golosi. Matelda, che raccoglie fiori nel Paradiso terrestre. Beatrice, che arriva con un rimprovero e non con un abbraccio.

E Virgilio, che nel canto XXVII dice a Dante le ultime parole — che ormai la sua volontà è libera, sana e giusta, e che lo incorona signore di se stesso — e nel canto XXX non c’è più. Dante si volta per dirgli qualcosa, e trova il vuoto. È il momento più commovente della Commedia, e ogni insegnante di sostegno lo riconosce: l’impalcatura che si toglie quando la struttura regge, la zona di sviluppo prossimale che si chiude perché l’allievo è pronto.

Quali canti scegliere: dieci proposte

Nessuna classe legge trentatré canti. Dieci bastano a raccontare la salita, e ciascuno ha un luogo, dei personaggi e un’emozione.

Il canto I: la spiaggia, Catone, il giunco, il cielo che si rischiara. Il canto II: la barca dell’angelo, Casella e il canto. Il canto III: Manfredi e la ferita. Il canto V: le anime dei morti di morte violenta, Iacopo del Cassero, Bonconte, Pia. Il canto VI: Sordello e l’abbraccio, l’Italia “serva”. Il canto IX: il sogno dell’aquila, la porta, le sette P. Il canto XI: i superbi e Oderisi, la vanità della fama. Il canto XXX: Beatrice, e il vuoto dove c’era Virgilio.

Chi ha tempo per un undicesimo aggiunga il canto XXXIII: l’Eunoè, e Dante “puro e disposto a salire alle stelle”. È la stessa logica con cui abbiamo scelto i dieci canti dell’Inferno: non un riassunto, ma una selezione in cui ogni tappa si può disegnare, ricostruire e raccontare.

Come portarlo in classe: la sequenza

La sequenza è quella che descriviamo nella guida alla comprensione del testo, applicata alla montagna.

Orientarsi. La mappa a colori del monte alla lavagna: dove siamo, in quale cornice, quale P è stata cancellata. Il cielo è chiaro o scuro? Si può salire?

Leggere in due versioni. La versione semplificata letta ad alta voce, con le immagini; le terzine originali sui passaggi che vale la pena sentire in lingua: il giunco, “Siena mi fé”, l’abbraccio di Sordello, “te sovra te corono e mitrio”. Chi ha una dislessia ha l’audio; chi ha una disabilità ha il testo con le immagini davanti.

Ricostruire con le mani. Per il canto I, sullo scenario: la spiaggia, la montagna, Dante, Virgilio, Catone, il giunco; per il canto II, la barca dell’angelo e Casella; per il canto XXVII, il muro di fuoco e l’addio. Personaggi e ambienti da disporre e muovere, in piccolo gruppo, per raccontare in ordine.

Raccontare. Ogni gruppo racconta il canto a voce, con lo scenario o la mappa. Chi ha un PDP espone con la mappa; chi ha un PEI muove e nomina.

Trasferire. Un fumetto a quattro vignette, o la salita del monte come infografica: le stesse immagini, le stesse frasi brevi.

Confrontare con l’Inferno: il modo più semplice per capire entrambi

Il confronto è uno dei modi più efficaci per fissare i concetti, soprattutto per chi ha una memoria che lavora meglio per contrasti. Una tabella a due colonne che la classe costruisce insieme:

Inferno Purgatorio
Dove Una voragine sotto terra Una montagna in mezzo al mare
Direzione Si scende Si sale
Luce Buio Alba, sole, cielo
Tempo Non conta Conta: si sale solo di giorno
Le anime Dannate per sempre Penitenti, in cammino
Cosa sentiamo Urla, bestemmie Canti, preghiere
Chi guida Virgilio Virgilio, poi Beatrice
Come finisce Lucifero e le stelle Beatrice e le stelle

Otto righe, due colori, e uno studente con disabilità intellettiva sa dire in cosa le due cantiche sono diverse. Uno con dislessia le usa come traccia per esporre. Tutta la classe ha uno schema che vale per l’esame.

Il nostro Purgatorio

Il Purgatorio semplificato di NextAbility è disponibile, con la stessa struttura dell’Inferno che lo ha preceduto: centoquattordici pagine, una selezione di canti in versione semplificata, la mappa del monte a colori, il lessico di base con glossario, immagini a ogni passaggio, esercizi guidati. È scritto dalla stessa insegnante di sostegno che ha scritto l’Inferno, per gli stessi alunni, e come l’Inferno è stato in classe prima di arrivare nel catalogo.

Purgatorio semplificato — NextAbility
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Si può citare nel PEI come testo di accesso ai contenuti della classe, nel PDP tra gli strumenti compensativi per la lettura, e usare — secondo i principi della progettazione universale — come primo accesso per l’intera classe. A casa, per un ragazzo con DSA, è una lettura completa che non esaurisce le energie, come spieghiamo nella guida ai compiti a casa. Per un adolescente con disabilità intellettiva, come raccontiamo nell’articolo sulla scuola secondaria e il dopo di noi, è un libro della sua età: contenuto adulto, forma accessibile. Insieme all’Inferno forma il primo tratto di un viaggio che il Paradiso completa.

Il Purgatorio finisce con Dante che sale alle stelle, ma prima c’è la salita, un gradino alla volta, con una P in meno a ogni tappa. È quello che vorremmo per ogni studente che apre questo libro: non arrivare in cima subito, ma sapere che si può salire.

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FAQ

Domande frequenti

Perché il Purgatorio è la cantica più adatta a una classe inclusiva?

Perché parla di persone che sbagliano e possono cambiare, di un cammino che si fa un passo alla volta. La struttura — un monte a gradoni, sette cornici, una P cancellata a ogni tappa — è comprensibile anche con il corpo e si mappa su un'unica immagine. Il tema centrale, "si può cambiare", è un messaggio potente per una classe in cui qualcuno ha già collezionato etichette.

Quali canti del Purgatorio scegliere per un percorso semplificato?

Dieci canti bastano a raccontare la salita: il canto I (la spiaggia e Catone), il II (Casella), il III (Manfredi), il V (Pia de' Tolomei), il VI (Sordello), il IX (la porta e le sette P), l'XI (i superbi), il XXIII (Forese), il XXVII (l'addio di Virgilio) e il XXX (Beatrice). Ciascuno ha un luogo, dei personaggi e un'emozione.

Come confrontare Inferno e Purgatorio in modo accessibile?

Il confronto funziona con una tabella a due colonne costruita insieme alla classe: dove (voragine vs montagna), direzione (si scende vs si sale), luce (buio vs alba), anime (dannate vs penitenti), suoni (urla vs canti). Otto righe e due colori bastano perché anche lo studente con disabilità intellettiva sappia esprimere le differenze.

Il Purgatorio semplificato si può citare nel PEI o nel PDP?

Sì. Si può citare nel PEI come testo di accesso ai contenuti della classe e nel PDP tra gli strumenti compensativi per la lettura. Può essere usato anche come primo accesso per l'intera classe secondo i principi della progettazione universale (UDL).

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