Glossario dell'inclusione scolastica
Tutti i termini chiave che servono a scuola: dalla normativa agli strumenti, dalle diagnosi alle strategie. 41 voci, spiegate in modo chiaro e collegate agli approfondimenti del blog.
A
ADHD
Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Disturbo del neurosviluppo che coinvolge le funzioni esecutive, manifestandosi con difficoltà di attenzione, impulsività e iperattività motoria. Rientra tra i BES e può dare diritto a PDP o, nei casi più gravi, a certificazione ai sensi della legge 104.
Approfondisci →Alta comprensibilità
Caratteristica di un testo riscritto con frasi brevi, lessico frequente, struttura sintattica lineare e organizzazione grafica chiara, per renderlo accessibile a lettori con difficoltà cognitive, linguistiche o di apprendimento. È il principio alla base dei testi Easy to Read (ETR) e dei volumi NextAbility, tutti validati dal comitato scientifico e collaudati in contesto scolastico.
Approfondisci →B
BES
Bisogni Educativi Speciali. Macro-categoria introdotta dalla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 che comprende tre sotto-categorie: disabilità certificate (legge 104/1992), disturbi specifici dell'apprendimento — DSA (legge 170/2010) e svantaggio socio-economico, linguistico o culturale. Ogni studente con BES ha diritto a una didattica personalizzata.
Approfondisci →C
CAA
Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Insieme di strategie, strumenti e tecniche che affiancano o sostituiscono il linguaggio orale per persone con bisogni comunicativi complessi. Include simboli pittografici, tabelle comunicative, VOCA (dispositivi con uscita in voce) e software dedicati.
Approfondisci →Carico cognitivo
Quantità di risorse mentali richieste dalla memoria di lavoro per elaborare informazioni. La Cognitive Load Theory (Sweller, 1988) distingue carico intrinseco (complessità del contenuto), carico estraneo (causato da una cattiva progettazione) e carico pertinente (utile all'apprendimento). Ridurre il carico estraneo è fondamentale nella didattica inclusiva.
Approfondisci →Cooperative learning
Apprendimento cooperativo. Metodologia didattica in cui gli studenti lavorano in piccoli gruppi con ruoli definiti, interdipendenza positiva e responsabilità individuale. A differenza del semplice lavoro di gruppo, prevede una strutturazione precisa che garantisce la partecipazione attiva di tutti, compresi gli studenti con disabilità.
Approfondisci →D
DCD
Disturbo della Coordinazione Motoria (Developmental Coordination Disorder), noto anche come disprassia. Disturbo del neurosviluppo che compromette la pianificazione e l'esecuzione di movimenti coordinati, con ricadute sulla scrittura, sull'educazione fisica e sulle autonomie quotidiane.
Approfondisci →Didattica inclusiva
Approccio pedagogico che progetta l'insegnamento per tutti gli studenti fin dall'inizio, anziché adattare a posteriori lezioni pensate per un unico profilo. Si fonda sui principi dell'Universal Design for Learning (UDL) e prevede rappresentazione multipla, espressione multipla e coinvolgimento multiplo.
Approfondisci →Disabilità intellettiva
Condizione caratterizzata da limitazioni significative nel funzionamento intellettivo e nel comportamento adattivo, con esordio nel periodo dello sviluppo. Nella scuola secondaria di secondo grado gli studenti con disabilità intellettiva seguono tipicamente un PEI differenziato con obiettivi personalizzati.
Approfondisci →Discalculia
Disturbo Specifico dell'Apprendimento che riguarda l'abilità di calcolo. Si manifesta con difficoltà nella comprensione dei numeri, nella memorizzazione dei fatti aritmetici e nell'esecuzione di procedure di calcolo. Riconosciuta dalla legge 170/2010.
Approfondisci →Disgrafia
Disturbo Specifico dell'Apprendimento che riguarda la componente motoria della scrittura: il tratto grafico risulta irregolare, poco leggibile e faticoso. Si distingue dalla disortografia, che riguarda invece la correttezza ortografica. Riconosciuta dalla legge 170/2010.
Approfondisci →Dislessia
Disturbo Specifico dell'Apprendimento che riguarda la capacità di lettura: la decodifica del testo risulta lenta e/o inaccurata rispetto all'età e alla scolarizzazione. È il DSA più frequente e il più studiato. Riconosciuta dalla legge 170/2010.
Approfondisci →DSA
Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere (dislessia), scrivere (disgrafia e disortografia) e calcolare (discalculia). Riconosciuti dalla legge 170 del 2010, riguardano circa il 5% della popolazione scolastica italiana. Non dipendono dall'intelligenza né dall'insegnamento ricevuto.
Approfondisci →E
E-E-A-T
Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità). Criteri utilizzati da Google per valutare la qualità dei contenuti web, particolarmente importanti per i siti che trattano argomenti YMYL (Your Money or Your Life), come salute e istruzione.
Easy to Read (ETR)
Metodologia di scrittura che produce testi facili da leggere e da capire, seguendo le linee guida europee di Inclusion Europe. Prevede frasi brevi, lessico frequente, una sola informazione per frase e validazione da parte di persone con disabilità intellettiva.
Approfondisci →Errorless learning
Apprendimento senza errori. Approccio didattico che struttura i compiti in modo da prevenire l'errore anziché correggerlo, attraverso prompt graduali e aiuti progressivamente rimossi (fading). Particolarmente efficace con studenti con disabilità intellettiva e disturbi dello spettro autistico.
Approfondisci →F
Flipped classroom
Classe capovolta. Metodologia in cui lo studente studia i contenuti a casa (tramite video, letture, materiali digitali) e utilizza il tempo in classe per attività pratiche, esercizi e discussioni guidate dall'insegnante. Favorisce l'inclusione perché libera tempo in aula per il supporto personalizzato.
Approfondisci →G
GLO
Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione. Organo collegiale che elabora e approva il PEI per ogni studente con disabilità. È composto da tutti i docenti del consiglio di classe, dai genitori, dallo studente (se possibile), dagli operatori ASL e, se presente, dall'assistente all'autonomia e alla comunicazione.
I
ICF
Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (OMS, 2001). Modello biopsicosociale che descrive il funzionamento della persona attraverso funzioni corporee, attività, partecipazione e fattori ambientali. È il framework di riferimento per la redazione del nuovo PEI su base ICF.
Approfondisci →Inclusione scolastica
Diritto di ogni studente — con o senza disabilità — a frequentare la scuola comune, partecipando pienamente alle attività della classe. L'Italia è stata tra i primi paesi al mondo ad abolire le scuole speciali (legge 517/1977) e a garantire l'inclusione per legge (legge 104/1992).
Approfondisci →Insegnante di sostegno
Docente specializzato assegnato alla classe (non al singolo studente) per favorire l'inclusione degli alunni con disabilità certificata. È contitolare della classe, partecipa alla programmazione didattica di tutti gli alunni e contribuisce alla redazione del PEI.
Approfondisci →L
Legge 104/1992
Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. È la norma fondamentale che garantisce il diritto all'istruzione e all'inclusione scolastica per le persone con disabilità in Italia. Prevede l'insegnante di sostegno, il PEI e gli ausili necessari.
Legge 170/2010
Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. Riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come DSA e garantisce il diritto a strumenti compensativi, misure dispensative e un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Life skills
Competenze per la vita. L'OMS ne individua dieci fondamentali, tra cui problem solving, pensiero critico, gestione delle emozioni e comunicazione efficace. Nel PEI differenziato le life skills sono spesso un obiettivo prioritario, soprattutto in vista del progetto di vita post-scolastico.
Approfondisci →M
Mappe concettuali
Rappresentazioni grafiche delle relazioni tra concetti, organizzate in modo gerarchico. Sono uno degli strumenti compensativi più utilizzati per studenti con DSA e BES: aiutano a organizzare le informazioni, a studiare e possono essere utilizzate durante le verifiche orali e scritte.
Approfondisci →Misure dispensative
Interventi che esonerano lo studente con DSA da alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risulterebbero particolarmente difficoltose senza migliorare l'apprendimento. Esempi: dispensa dalla lettura ad alta voce, dai dettati, dalla copiatura dalla lavagna, dai tempi standard delle verifiche.
Approfondisci →N
NAI
Neo Arrivati in Italia. Alunni stranieri inseriti per la prima volta nel sistema scolastico italiano, con competenza in italiano L2 assente o iniziale. La normativa (DPR 394/1999, Linee guida 2014) prevede un percorso personalizzato con possibile PDP per svantaggio linguistico.
Approfondisci →O
Obiettivi differenziati
Obiettivi didattici diversi da quelli della classe, calibrati sulle capacità e potenzialità individuali dello studente con disabilità. Caratterizzano il PEI differenziato nella scuola secondaria di secondo grado. Lo studente viene valutato in base ai propri obiettivi, non a quelli del programma ministeriale.
Organizzatore anticipato
Strumento didattico presentato prima della lezione per preparare lo studente a ciò che incontrerà: schema dei contenuti, mappa dei personaggi, domande guida. Riduce il carico cognitivo e l'ansia da prestazione. È uno degli elementi strutturali dei volumi NextAbility, selezionati dal comitato scientifico e collaudati in classe.
P
PCTO
Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (ex alternanza scuola-lavoro). Obbligatori nella scuola secondaria di secondo grado, devono essere inclusivi e accessibili anche per gli studenti con disabilità, con adattamenti previsti nel PEI.
Approfondisci →PDP
Piano Didattico Personalizzato. Documento obbligatorio per ogni studente con certificazione DSA (legge 170/2010), redatto dal consiglio di classe entro il primo trimestre. Contiene le misure compensative e dispensative personalizzate, le strategie didattiche e i criteri di valutazione. Non prevede l'insegnante di sostegno.
Approfondisci →Peer tutoring
Tutoraggio tra pari. Strategia didattica in cui uno studente (tutor) supporta un compagno (tutee) nell'apprendimento, con benefici per entrambi. Nella variante reciprocal peer tutoring i ruoli si alternano. Particolarmente efficace per l'inclusione degli studenti con BES.
Approfondisci →PEI
Piano Educativo Individualizzato. Documento che definisce il percorso formativo dello studente con disabilità certificata (legge 104/1992). È elaborato dal GLO su base ICF e contiene obiettivi, strategie, supporti e criteri di valutazione. Nella scuola secondaria di secondo grado può essere per obiettivi minimi (programma della classe) o differenziato (obiettivi diversi).
Approfondisci →PEI differenziato
PEI con obiettivi diversi da quelli della classe, calibrati sulle capacità individuali dello studente. È utilizzato nella scuola secondaria di secondo grado per studenti con disabilità intellettiva. Lo studente è valutato in base ai propri obiettivi e al termine del percorso riceve un attestato di credito formativo, non il diploma di maturità.
Approfondisci →Progetto di vita
Prospettiva a lungo termine che guida le scelte educative e formative verso l'autonomia, l'inclusione sociale e lavorativa della persona con disabilità dopo la scuola. Il D.Lgs. 62/2024 lo rende parte integrante del PEI su base ICF, con un budget di progetto e la partecipazione attiva della persona.
Approfondisci →S
Scaffolding
Supporto temporaneo fornito dall'insegnante (o da un compagno) per aiutare lo studente a svolgere un compito che non riuscirebbe a fare da solo. Il supporto viene gradualmente rimosso man mano che lo studente acquisisce competenza. Il concetto è legato alla Zona di Sviluppo Prossimale di Vygotskij.
Approfondisci →Siblings
Termine inglese che indica i fratelli e le sorelle di persone con disabilità. Hanno bisogni specifici spesso trascurati: senso di responsabilità precoce, bisogno di attenzione, emozioni ambivalenti. La scuola e i servizi possono supportarli attraverso gruppi dedicati (Sibshops).
Approfondisci →Strumenti compensativi
Strumenti che compensano la difficoltà specifica dello studente con DSA senza facilitare il compito. Esempi: mappe concettuali, sintesi vocale, calcolatrice, computer con correttore ortografico, tabelle delle formule, audiolibri. Sono previsti dalla legge 170/2010 e devono essere indicati nel PDP.
Approfondisci →T
Task analysis
Analisi del compito. Tecnica che scompone un'attività complessa in una sequenza di passaggi semplici e osservabili. È fondamentale nella didattica per studenti con disabilità intellettiva: permette di insegnare abilità complesse un passo alla volta, con verifiche intermedie e rinforzi.
Approfondisci →U
UDL
Universal Design for Learning (Progettazione Universale per l'Apprendimento). Framework pedagogico sviluppato dal CAST che propone di progettare l'insegnamento secondo tre principi: rappresentazione multipla (il cosa), espressione e azione multipla (il come), coinvolgimento multiplo (il perché).
Approfondisci →Z
ZSP
Zona di Sviluppo Prossimale (Vygotskij, 1934). Lo spazio tra ciò che lo studente sa fare da solo e ciò che può fare con l'aiuto di un adulto o di un compagno più competente. È la zona in cui l'insegnamento è più efficace: né troppo facile (noia), né troppo difficile (frustrazione).
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